V.I.P: Very Important PixelSquare: Gianluca Zati

wpid5698-PixelSquare-Foto-1.jpg

V.I.P: Very Important Pixel Square, è una rubrica dedicata ai migliori lavori dei collaboratori e studenti di Pixel Square.
Con questo spazio vogliamo mettere in risalto la creatività e le idee sviluppate dopo aver frequentato i nostri corsi. Diventa così una vetrina ufficiale per gli ex studenti Pixel Square che vogliono mettere in risalto dei importanti risultati artistici/creativi. Ogni settimana daremo spazio alle loro immagini assieme ad una breve intervista.
Questa settimana lo spazio è dedicato a Gianluca Zati

Da quanto fotografi?

A livello amatoriale da circa 10 anni, ma a livello professionale da poco più di tre. Tutto è cominciato quando ho comprato la mia prima reflex, e di lì a tuffarmi in una scuola di fotografia di Firenze il passo è stato breve. Ho ancora molta strada da fare, ma per ora sperimento, osservo, e cerco di scoprire il segreto di una buona fotografia: ……creatività, curiosità, passione! Spingersi a vedere dove altri non vedono…

Come hai iniziato e perchè?

Forse non dovrei dirlo!
Ho iniziato a fotografare fin dalle superiori, facendo foto ai professori di nascosto in classe durante le ore di lezione. Nascondevo una vecchia reflex di mio padre nella manica larga di una vecchia felpa e da lì i primi scatti col teleobbiettivo . Qualcuno in classe mi dava del MgGayver di turno e qualche altro del paparazzo in incognita tra i banchi di scuola… sono sempre stato molto indisciplinato!

Cosa significa per te “fotografare”?

La fotografia è il modo più diretto per trasmettere un messaggio. Fotografare per me è comunicare qualcosa che con le parole non sempre riesco a dire. E’ al contempo un legame tra costanza e dedizione, tra amore e passione… Significa scoprire, ricercare, imparare, ma anche e soprattutto divertirsi.
Però per me è ancora qualcos’altro: è altruismo, è pensare agli altri, è far transitare sensazioni che io stesso vivo in prima persona. Ogni qual volta ci riesco, questo mi riempie di voglia di continuare e di fare sempre meglio.

La fotografia riproduce la realtà o ne crea una nuova?

Mi sono interrogato più volte su questo tema, ma sinceramente ancora non mi sono dato una risposta chiara. Come affermò Neil Leifer: “La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha”.
Se fate ritrarre uno stesso soggetto da 10 fotografi vi troverete davanti a 10 scatti completamente diversi: è qui che nasce una realtà nuova, ovvero quella filtrata dal “sentire” del fotografo.
E poi c’è il mondo del fotoritocco. Anche con quello si può modificare una foto per renderla più vicina al vero di quanto la macchina non riesca a fare; oppure al contrario si può stravolgere quello che il fotografo ha visto attraverso il mirino per sconfinare nel creativo e nell’immaginario.

Una tua esperienza positiva vissuta grazie alla fotografia.

Ricordo un episodio che senza dubbio mi ha avvicinato tantissimo alla fotografia. Un enorme colpo di C….fortuna! A volte serve anche quella!
All’età di circa 18 anni comprai la mia prima macchina fotografica compatta, nulla di straordinariamente tecnologico ed evoluto, una piccola Canon IXUS800. Come i bambini quando ricevono un nuovo balocco, passai quasi una notte intera a fare fotografie dalla finestra di camera mia durante un temporale nella speranza di riuscire ad immortalare un fulmine. Macchina appoggiata sul balcone e 15 secondi di esposizione per scatto… dopo svariate ore e centinaia e centinaia di scatti alla fine riuscì a beccarne uno.
E’ difficile esprimere a parole l’emozione è la soddisfazione immensa di quella singola foto. E’ proprio vero: il mezzo non è sempre necessario per raggiungere il fine! A volte conta tanto anche la costanza e la determinazione per raggiungere il proprio obiettivo.

Una tua esperienza negativa legata alla fotografia.

Il cliente che a consegna effettuata sparisce e non ti paga il lavoro commissionato… ho sempre avuto la sensazione che non gli siano piaciute le mie foto !
A parte gli scherzi ne ho una in particolare. Odio dover dipendere dalla tecnologia ma purtroppo ne sono schiavo, devo ammetterlo, quando il mio Hard Disk da 2TB con centinaia di migliaia di foto all’interno ha deciso di abbandonarmi ho perso letteralmente la testa! E’ stato un incubo durato mesi ma per fortuna sono riuscito a recuperare quasi tutti i file. Può sembrare infantile ma lo ricordo come un trauma, mi auguro veramente che non accada mai a nessuno. Se scatti in digitale la prima e più importante regola è non badare a spese per il backup dei file!

Parliamo di tecnica. Con cosa scatti e perchè hai scelto questa configurazione?

Questo è un argomento a me molto caro. Come anticipato sopra spesso si giudica una fotografia in base al tipo di attrezzatura utilizzata, come se fosse impossibile realizzare una foto straordinaria con una compatta o un cellulare. A volte, durante un servizio, mi capita di scattare con al collo la reflex e in mano una mirrorless, macchina che in apparenza ha ben poco di professionale, eppure capita che uno scatto con la mirrorless qualche volta possa risultare anche di maggiore effetto di un altro realizzato con una reflex top gamma.
Per questo non ho una particolare “fede fotografica” rivolta ad una determinata marca, modello o tipo di ottica utilizzata. Certo, la tecnologia aiuta ma non è tutto: a mio parere è il come viene utilizzata che effettivamente fa la differenza. Molti strumenti portano ad un ottimo risultato, in generale cerco sempre di ottenere il massimo dall’attrezzatura che ho. Secondo me quando uno scatto è ben realizzato tutto il resto non conta. Il risultato finale è dato dall’attrezzatura solo in minima parte.
Per me è una questione di feeling, presa, dimensione del corpo, peso..
In fondo si ama e si sceglie la macchina che ci piace di più, nel mio caso una Canon 7D ed una Fuji X100S.

Cosa ne pensi delle macchine fotografiche mirrorless? Hai avuto l’opportunità di provarne una?

Ho sempre il terrore di trovarmi davanti la fotografia perfetta ma di non avere la macchina con me. E’ una sensazione terribile per un fotografo, ma ho risolto il problema proprio grazie alla leggerezza di queste piccole macchine. Ho comprato da poco una Fujifilm X100S. Appena provata con mano, in negozio, il feeling è stato immediato!
E così porto sempre la macchina fotografica con me dovunque vada, potessi anche sott’acqua!
Non dimentichiamoci che la fotocamera è al nostro servizio e non viceversa, il fattore determinante di una fotografia non è la macchina o il buon obiettivo, ma la persona che scatta.

Luce naturale o luce flash?

E’ curioso il fatto che il termine “fotografia” deriva dal greco “luce e grafia” e significa proprio “scrivere con la luce”. La luce è quindi il componente fondamentale e più importante da prendere in considerazione in una fotografia. A seconda del contesto in cui mi trovo, utilizzo un certo tipo di illuminazione, piuttosto che un altro. L’esperienza in questo caso gioca un ruolo fondamentale.
Da un lato avere una luce flash da gestire un po’ stressa, e non aiuta a concentrarsi sulla fotografia da realizzare, ma dall’altro non c’è dubbio che in un posto in cui non c’è luce l’illuminazione artificiale diventa una grane risorsa, e al contempo in certe situazioni diventa fondamentale per soddisfare una propria esigenza creativa. Sono convinto di non avere ancora la piena padronanza della luce flash, ho ancora tanta strada da fare.
Personalmente non amo le fotografie dove il flash è evidente e crea delle ombre dure dietro ai soggetti, io cerco sempre di utilizzarlo in modo tale che sia presente nella fotografia ma che non si veda. Certo, non per questo ritengo che ci sia un modo sbagliato di illuminare e uno corretto, tant’è vero che ci sono famosi fotografi internazionali di moda che hanno fatto dell’illuminazione “sbagliata” il proprio stile di fotografare.

Un fotografo / artista che per te è la fonte di ispirazione ed esempio a cui guardare?

Sono sempre rimasto affascinato dallo stile di Andreas Gursky, fotografo tedesco famoso per le sue fotografie di grande formato. Le sue immagini sono un misto tra il minimalismo e l’affollamento caotico (ma ordinato) della società contemporanea. Sono immagini tutte estremamente geometriche e costruite nei minimi particolari. Nessun dettaglio è lasciato al caso, anche la più microscopica imperfezione viene rimossa dalle sue fotografie, tutte caratterizzate da una costante ricerca della perfezione. Credo che essere perfezionisti sia la chiave per ottenere il massimo. Le sue opere, per quanto “banali” possano sembrare, sono estremamente enigmatiche e riflessive: potrei stare intere giornate ad osservarle e a farmi mille domande.

Fotografia social: usi Instagram, Twitter , Tumblr o Flickr per pubblicizzare i tuoi lavori? Cosa ne pensi di queste nuove forme di comunicazione / scambio / condivisione dei contenuti?

Potentissimi e pericolosi mezzi di comunicazione, estremamente utili ed importanti se utilizzati come mezzo pubblicitario. Utilizzo solamente facebook per condividere le mie fotografie, non utilizzo gli altri solamente per problemi di mancanza di tempo. Bisogna sfatare il cliché secondo cui il social network sia solamente un passatempo, un divertimento per la creazione di interrelazioni tra persone.
Spesso sui social-network si possono trovare spunti, esempi, consigli, idee creative e perché no anche concreti contatti di lavoro non virtuali. In pratica offrono infinite possibilità.
La rapidità con cui si riesce a trovare risposta ad ogni possibile ricerca mirata è ineguagliabile.

Hai il timore che le tue immagini possano essere usate impropriamente, o che qualcuno possa usarle per guadagnarci qualcosa ai tuoi danni?

Purtroppo il pericolo che una foto venga utilizzata impropriamente senza autorizzazione è sempre in agguato. Ci sarebbe una lunga discussione da aprire a riguardo! Prima le autografavo per proteggerle, ma poi mi sono convinto che loghi e firme troppo evidenti siano elementi di disturbo in una fotografia.
Sinceramente non mi interessa poi tanto se me le rubano, infondo vuol dire che sono piaciute.. quello che mi infastidisce molto di più è l’idea che qualcuno ci possa guadagnare a mie spese, ma credo sia giusto convivere con questa preoccupazione, infondo le fotografie sono fatte per essere condivise, non avrebbe senso tenerle nascoste per la paura che ci vengano rubate.

Parlaci di Pixel Square. Come ti sei trovato e cosa secondo te rende unica la nostra community?

Pixel Square è in continua e costante evoluzione, è una comunity rivolta a tutti coloro che desiderano condividere e sviluppare la passione per la fotografia all’insegna dell’amicizia. Si posso trovare discussioni sia tecniche che artistiche, informazioni utili sia su mostre che sugli ultimi ritrovati della tecnologia in ambito fotografico. E’ un ambiente amichevole che facilita e promuove il confronto, elemento necessario e fondamentale per raggiungere importanti risultati e crescere sempre di più. Consiglio veramente a tutti di visitarla.

Parlaci del progetto che ci proponi. Quale è l’idea che sta alla base? Quali sono state le sfide tecniche da affrontare e risolvere? Particolari soddisfazioni che hai avuto dalla realizzazione di questo lavoro?

Faccio parte, ormai da oltre dieci anni, di un’associazione di volontariato (Associazione Volontari Gruppo Elba) che vive sostanzialmente di autofinanziamento. Il “Gruppo Elba” è una realtà presente sul territorio fiorentino fin dal 1977! Si tratta di un gruppo di giovani volontari che spende parte del proprio tempo libero per fare uscite, attività e vacanze con un gruppo di persone disabili. L’anno scorso insieme ad altri ragazzi, ho collaborato alla realizzazione di un calendario -“Calendario d’Autore 2013”- per raccogliere fondi destinati alle varie attività dell’associazione.

Con un lavoro durato 5 mesi (totalmente a titolo gratuito da parte di tutti), che ha visto la partecipazione di più di 60 persone (tra costumista, grafico, fotografo, modelli, comparse, assistenti, etc) e l’aiuto indispensabile di membri esterni, abbiamo realizzato 14 personali interpretazioni di famose opere d’arte per offrire la meraviglia dell’arte da un punto di vista, completamente nuovo, in un originale calendario 12 mesi.

Grandi protagonisti e interpreti di questi capolavori sono i nostri ragazzi dell’associazione: modelli d’eccezione nella storia dell’arte! Da Raffaello a Cézanne, da Caravaggio a Monet, 14 scatti che accompagnano l’osservatore in un anno di apertura alla diversità in ogni sua forma.
Inizialmente avevo sottovalutato le tempistiche e le difficoltà che avrei affrontato. Piano piano mi sono reso conto che sarebbe stato impossibile per me realizzare da solo questo piccolo grande progetto, il gioco di squadra è stato decisamente fondamentale. Lo sforzo e il duro lavoro da parte di tutti ha permesso di concretizzare questo progetto che altrimenti non sarebbe stato possibile portare a termine.
Le difficoltà più grandi sono state trovare gli ambienti adatti per lo scatto e cercare di riprodurre la stessa illuminazione dei quadri originali. Ci vuole meticolosità, pazienza e costanza…..fallire, tentare e provare. Alla fine lo sforzo e il duro lavoro viene sempre apprezzato e ti da lo stimolo per continuare.

Con stupore ed immenso piacere e soddisfazione siamo riusciti a vendere 1.000 copie del calendario in meno di 15 giorni, per cui si è resa necessaria un’ulteriore ristampa. Le foto sono apparse su numerosi articoli on-line e famosi quotidiani nazionali quali La Nazione, l’Unità, Radio Toscana, il Gazzettino del Chianti. Di recente è stato fatta una mostra ad Arezzo a termine della quale le foto stampate sono state battute all’asta. Tutto questo ci ha permesso di raccogliere fondi che sono stati devoluti interamente all’associazione per un totale di oltre 6.000 euro.
Ho inoltre realizzato un breve filmato di backstage, in Time-Lapse, ove si svela il dietro le quinte della realizzazione di ogni singolo scatto del calendario.

Per tutti coloro che fossero interessati a dare un piccolo contributo alla nostra associazione possono contattarmi all’indirizzo gian.zat@gmail.com o rivolgersi direttamente al Gruppo Elba tramite i contatti presenti sul sito. Il calendario è sempre disponibile e viene venduto ad offerta libera.

Qui il sito dell’Associazione Volontari Gruppo Elba: www.gruppoelba.com

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati

VIP Very Important PIxelSquare Gianluca Zati


Video Time lapse di backstage e preparazione del lavoro


Rispondi

scroll to top

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi