Leica: la storia del più prestigioso marchio fotografico

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Testo di Luca Branchetti.
Fotografie a corredo dell’articolo di Alessandro Michelazzi.
Postproduzione con Lightroom: ottimizzazione contrasto, nitidezza e colore delle  foto proposte.

Correva l’anno 1887

Nel 1887 la ditta tedesca Leitz produsse il 10.000mo microscopio.
Nel 1907 iniziò la produzione dei binocoli; Ernst Leitz, appassionato cacciatore introdurrà delle importanti migliorie nella costruzione di questi potenti strumenti di osservazione a distanza come telemetro integrato e ingrandimento variabile.
Binocle 6×18 fu senza dubbio la punta di diamante della produzione, da quell’anno la Leica Camera AG continua la produzione dei famosi binocoli.

Il Padre della fotografia 35mm: Oskar Barnack

Oskar_BarnackOskar Barnack, ex tecnico della ditta Zeiss e direttore allo sviluppo della Leitz nel 1915, appassionato di fotografia cercò di ideare qualcosa di più maneggevole e leggero.
Le sue condizioni fisiche non buone gli impedivano di portarsi dietro la pesante attrezzatura fotografica.
Decise inoltre di ridurre le dimensioni del negativo per poi ingrandire le fotografie direttamente in camera oscura. Ispirandosi al mondo del cinematografo sviluppò la prima fotocamera di successo al mondo: “Ur-Leica”; le dimensioni del negativo furono per la prima volta 24x36mm (usato ancora oggi per i sensori full frame) il doppio del negativo usato per il cinema 18x24mm.
La Prima Guerra Mondiale ritardò il lancio sul mercato della prima Leica (unione delle parole Leitz e Camera). Mettere in produzione una macchina fotografica nuova per l’epoca fu un bel rischio, la Germania era caduta in una forte crisi dopo la guerra, il consiglio di amministrazione della Leitz cercò di ritardare ancora la produzione ma fu Ernst Leitz in persona a dare la piena fiducia al gioiello di Barnack con la storica frase “correremo il rischio”.
Così nel 1924 furono prodotte le prime 1.000 macchine, nel 1932 la produzione raggiunse quota 90.000 esemplari fino ad arrivare a quota 1.000.000 nel 1961.
La nascita della piccola e maneggevole Leica rivoluzionò per sempre il mondo della fotografia specie nel giornalismo e nel reportage, vi era più feeling con il soggetto più immediatezza.
Dal 1933 al 1957 Leica introdusse il modello III con importanti aggiornamenti. La prima fu quella di scendere sotto il secondo sul tempo di posa per poi arrivare fino a 1/1000 con la Leica IIIa. Nel 1954 fu la volta per il modello Leica 250 (sempre della serie III) soprannominato “il reporter” e conteneva 10 metri di film(!!) ovvero 250 pose senza bisogno di caricare manualmente. Sarà usata in seguito dall’esercito tedesco durante le ricognizioni aeree.

Leica M

Nel 1954 fu annunciata al Photokina in Germania la M3. La nuova baionetta M permetteva cambi più veloci degli obiettivi, inoltre introduceva un’importante novità: la combinazione del mirino e telemetro: M infatti sta per Messucher, termine tedesco che indica appunto tale combinazione. Il telemetro è uno strumento ottico che misura le distanze tra il piano focale ed il soggetto da fotografare. Permette una messa a fuoco estremamente precisa oltre al fatto di non perdere mai di vista il soggetto, questo perché l’occhio del fotografo vede sia il campo d’azione dell’obiettivo che sta utilizzando, in più vede parte della scena fuori dall’area ripresa.

LEICA M9 0.68x VIEWFINDER COUPLED TO COINCIDENCE RANGEFINDERSchema di funzionamento del telemetro in una M9

La M3 ebbe un immediato successo. Nel 1966 fu raggiunta la vendita di 220.000 unità. È ancora la macchina M che ha più venduto nella storia Leica e anche quella più ricercata oggi. Parti originali e in buone condizioni hanno un buon mercato anche nei siti come eBay.
Il fotografo più associato al marchio Leica è stato Henri Cartier-Bresson, fondatore della agenzia fotogiornalistica Magnum Photo insieme ad Robert Capa, altro possessore di Leica. Molte delle foto/icone di Bresson scattate dal ’50 al ’60 sono state create usando una Leica ed un 50mm.
Come tributo la ditta tedesca produsse un esemplare unico di M6: “Cartier-Bresson no. 22-8-1908”, con la data di nascita del fotografo usata come numero di serie.
Fotografo italiano noto per utilizzare il marchio Leica è Gianni Berengo Gardin, il quale ha associato la sua vita professionale al marchio della casa tedesca. Ancora oggi si può vedere Berengo Gardin con al collo la sua amata Leica.

Leica digitale

Dopo anni di successi, di prodotti imitati e unici come le macchine personalizzate per persone importanti da ogni parte del mondo, Leica arriva nel mondo digitale con la M8 solo nel 2006.
La Leica M8 era una macchina dotata di un sensore da 10,3 megapixel Kodak 10500 CCD. I molti difetti del sensore non la fecero brillare particolarmente nelle vendite tanto che Leica fece uscire più tardi un modello aggiornato la M8.2, sempre con sensore più piccolo del full frame (crop factor 1,33). Leica fu costretta così a progettare un nuovo sensore digitale 24x36mm per la sua successiva macchina…

Leica M9

Il 9 Settembre 2009 Leica annunciò l’arrivo della prima vera macchina full frame con 18,5 megapixel, sensore Kodak KAF-18500 CCD. Nonostante il prezzo elevato, la Leica M9 ha entusiasmato il mercato ed i clienti dei prodotti M della storica fabbrica tedesca. Sulla Leica M9 è infatti possibile montarci qualsiasi obiettivo M costruito dal ’56 ad oggi.

Il sensore 24x36mm, cattura immagini reali, perfette, è stato progettato per sfruttare al meglio la sorprendente nitidezza degli obiettivi M. La ditta tedesca infatti non ha cercato di cambiare la produzione degli obiettivi per adattarli al sensore ma si è proceduto al contrario. Il sensore CCD rispetto al CMOS può offrire dei vantaggi a livello qualitativo ma è tuttavia più lento; infatti, nel CCD, ogni fila di pixel viene elaborata a sé mentre per il CMOS basta un solo amplificatore per convertire le immagini.
I vantaggi della M9 sono anche altri: le piccole dimensioni offrono un confort notevole, specie nei reportage e in quel genere di foto dove occorre essere “invisibili”. Con misure di soli 139 x 37 x 80 mm, M9 raggiunge il titolo di macchina fotografica full frame ad obiettivi intercambiabili più piccola del mondo, inoltre non avendo lo specchio che si muove ad ogni scatto è in grado di produrre un rumore impercettibile, infatti è l’unica macchina fotografica con cui è possibile entrare in zone ad alto rischio politico rendendo più agevole il lavoro di reporter in quanto il look totale della macchina pare passare inosservato.

L’involucro totalmente metallico in blocco unico, realizzato in lega di magnesio, e le coperture superiore e inferiore ottenute per fresatura da blocchi di ottone massiccio, forniscono la protezione perfetta.
I menù non infiniti e concentrati sull’essenziale: stabiliscano così subito un ottimo feeling con il fotografo il quale si deve solo concentrare sulla composizione della fotografia; con i tempi, diaframmi e messa a fuoco completamente manuale la fotografia dipende totalmente dal fotografo. Ogni foto dovrà essere pensata, immaginata, prima di premere il pulsante di scatto.

La nuova Leica M (digitale)

Si tratta della nuova nata, presentata al Photokina del 2012 e disponibile in commercio dai primi mesi del 2013.
E’ una macchina con sensore totalmente nuovo, sempre un full frame prodotto sotto specifiche Leica dalla ditta belga CMOSIS. Si tratta di un sensore Cmos il quale offre così notevoli vantaggi alla nuova macchina tedesca: oltre ad un maggior Dynamic Range (tallone d’Achille della M9) e ad una miglior risposta al rumore, la Leica M è la prima Leica digitale che offre anche la funzionalità del Live View. In questa maniera i fotografi possono essere più precisi nella messa a fuoco manuale, sopratutto con gli obiettivi ad apertura elevatissima come ad esempio il 50mm noctilux f/0.95!

Un Dinosauro nell’epoca dei Razzi

Oggi i sensori e le DSLR in generale hanno fatto un notevole passo avanti, le immagini sono sempre più perfette ed i numerosi software consento un miglioramento pressoché infinito ma poi….cosa rimane dell’occhio?
La Leica impedisce l’acquisizione di immagini superflue, immagini che staranno nel computer per anni anche se inutili. Leica ha voluto mantenere costante una cosa nel tempo ed è l’affidabilità, la perfezione di un prodotto artigianale, un qualcosa di duraturo e che non perda valore e fascino.
Anche il fotografo dovrà diventare più consapevole e pronto a cogliere l’attimo, saper leggere la luce prima di scattare, dover riscoprire l’uso dell’iperfocale, assaparare un fascino tutto nuovo all’interno di un oggetto che darà soddisfazione continua a chi oserà mettersi in discussione.

La perfezione e cura nell’assemblaggio delle lenti Leica in un filmato

Fotografie scattate a Firenze con Leica M9 + 35mm f/1.4 Summilux e 75mm f/2 Summicron

Nota: essendo abituati a fotografare in leggera esposizione, la Leica M9 con sensore CCD è una macchina che non perdona! Se di solito è quindi meglio con le digitali fotografare esponendo per le ombre, nel caso della Leica M9 è meglio esporre per le luci in quanto i dettagli leggermente sovraesposti sono impossibili da recuperare.
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Pixelsquare-Leica-M9-Test-3

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Leica M9 35mm Summilux e 75mm Summicrom Test e recensione

Leica M9 35mm Summilux e 75mm Summicrom Test e recensione

Leica M9 35mm Summilux e 75mm Summicrom Test e recensione

Leica M9 35mm Summilux e 75mm Summicrom Test e recensione

Leica M9 35mm Summilux e 75mm Summicrom Test e recensione

Leica M9 35mm Summilux e 75mm Summicrom Test e recensione

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