Olympus E-Pl1 test

Abbiamo avuto l’occasione di provare una Olympus E-PL1 per un paio di giorni. La E-PL1 è la sorella minore delle Olympus Pen E-P1/E-P2 e sostanzialmente presenta qualche caratteristica in meno (ma anche qualcosa in più rispetto alla E-P1) per proporsi così ad un prezzo di mercato più aggressivo.

La Olympus E-PL1 fa parte della famiglia di macchine chiamate “EVIL – Electronic Viewfinder, Interchangeable Lens”, macchine cioè sprovviste di specchio (presente nelle classiche reflex) ma aventi (come le reflex) la possibilità di cambiare gli obiettivi. La caratteristica più interessante di tale macchine è che in un corpo molto compatto, presentano un sensore di grandezza paragonabile a quello delle reflex digitali (nel caso di Olympus e Panasonic, 18 mm × 13.5 mm, esattamente la metà del formato 35mm), con l’ovvia conseguenza di avere una qualità d’immagine superiore rispetto alle classiche compatte o macchine bridge.

In questo articolo ci vogliamo soffermare sulle nostre sensazioni d’uso, su quello che ci è piaciuto e su quello che potrebbe essere migliorato.

Olympus-Epl-1
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Iniziamo con le note negative. Quello che non ci è piaciuto:

  • Corpo in plastica e impugnatura per la mano destra piccola e stretta.
  • Tempo di otturazione solo fino ad 1/2000 di secondo. In questo caso diventa problematico scattare con il diaframma alla massima apertura (sopratutto con obiettivi molto luminosi come il 20mm f/1.7 della Panasonic) senza dover cadere in una forte sovraesposizione nelle giornate con tanta luce. Considerando che dai test di Dynamic Range pubblicati da dpreview, il sensore lavora al meglio ad Iso 200, capite bene come questo può essere un problema da affrontare sacrificando l’apertura massima del diaframma e quindi una profondità di campo ridotta.
  • Monitor di qualità non eccelsa (si notano i “soli” 230.000 pixel di risoluzione), inoltre è difficile da visualizzare in condizione di forte luminosità. Quello che sembra sottoesposto sul monitor in realtà non lo è. Per questo consiglio sempre di guardare l’istogramma per capire realmente l’esposizione ottenuta.
  • Mancanza di ghiere dedicate per le impostazioni manuali di diaframmi e tempi.
  • Mancanza del giroscopio per orientare le fotografie scattate in verticale (apparecchio presente ormai in qualsiasi compatta anche economica…)
  • Non sappiamo per quale motivo il settaggio raw+jpg non ha funzionato e quindi ci siamo trovati solo con i file .raw. Questo sicuramente non è un grosso problema visto che lavoro sempre dai file “grezzi”, però volevo avere una idea della qualità dei jpg prodotti dalla macchina. Abbiamo provato più volte ad abilitare e disabilitare l’impostazione ma il risultato non è cambiato.

Aspetti positivi, quello che ci sono piaciuti:

  • Leggerezza della macchina e qualità delle fotografie, comparabili ad una reflex digitale.
  • Possibilità di registrare commenti audio, i quali possono servire come note o appunti per la fase di postproduzione.
  • Flash integrato (assente sulle E-P1 e E-P2).
  • Tastino sul retro del corpo macchina per registrare direttamente i video.
  • Qualità complessiva dell’obiettivo dato in kit. E’ infatti molto difficile trovare un buon obiettivo dato in kit con la macchina (quello che amo chiamare di solito “il plasticone”), in questo caso l’Olympus propone una buona lente che va a coprire una escursione focale di 28 – 84 mm rapportato al formato 35mm.

La macchina nel complesso è davvero molto bella, piccola e produce (questo ovviamente l’aspetto importante) delle fotografie di ottimo livello.

Olympus-Epl-1

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Abbiamo notato che il rumore digitale si trova però sempre in agguato anche con valori di Iso bassi, sopratutto in comparazione con macchine reflex dal sensore più grande come le Aps-C. Esso, come avviene normalmente, si può notare nelle zone d’ombra. Per tanto, come al solito il mio consiglio è quello di sovraesporre leggermente per poi riportare il valore corretto di esposizione in fase di post produzione.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla resa cromatica dei file .raw, anche se ho notato una resa dei blu dei cieli tendente ad un colore ciano troppo innaturale. Bastano comunque poche correzioni in postproduzione per ottenere il colore voluto.

Abbiamo visto che la Olympus E-Pl1 è nel complesso una macchina molto reattiva alla scatto, i tempi di accensione sono veloci e anche la velocità complessiva dell’autofocus ci è sembrata molto buona. Certo non aspettatevi una velocità di autofocus pari alle reflex digitali, soprattutto in situazioni critiche come le riprese sportive, però nel complesso la macchina si destreggia molto bene in tutte le situazioni di scatto quotidiane.

La velocità dell’autofocus è uno degli elementi di discussione e critica verso le macchine Olympus Pen: dobbiamo dire che per  le foto con soggetti non troppo veloci, la velocità di messa a fuoco è più che soddisfacente.

Macchina provata: Olympus E-Pl1
Firmware: 1.1
Lente: 1.0


Galleria immagini scattate con la Mirrorless Olympus E-pl1


Olympus-Epl-1-test
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