Franco Fontana retrospettiva a Venezia dal 15 febbraio. Intervista esclusiva al Maestro

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Per San Valentino anche Venezia offre il proprio personale regalo a tutti gli innamorati della fotografia: apre i battenti a partire dal 15 febbraio prossimo la prima grande retrospettiva d’Italia sull’opera di Franco Fontana, con oltre 130 fotografie che raccontano la sua lunghissima storia di fotografo conosciuto in tutto il mondo.

Fontana, uno dei grandi fotografi viventi che l’Italia vanta tra la sua schiera di artisti, nato a Modena nel 1933, si avvicina al mondo della fotografia come fotoamatore solo alla soglia dei trent’anni. Della sua vita privata non sappiamo praticamente niente, se non che, prima di diventare fotografo, si occupava con buoni risultati di arredamento. Spirito modenese DOC, di quelli brillanti, sempre con la battuta pronta e un amore smisurato per la vita e per il buon vivere. A chi gli ha chiesto come vorrebbe essere ricordato risponde “sorrideva sempre, era un uomo felice”. Si configura come artista estremamente eclettico per genere fotografico ma anche costante nel linguaggio visivo con una coraggiosa e controcorrente scelta orientata all’uso del colore, reso sempre protagonista dei suoi scatti, compiuta in un momento in cui imperava quasi esclusivo, il bianco e nero. “Fotografo il colore perché fortunatamente vedo a colori: ritengo il colore più difficile del bianco e nero, che è già un’invenzione perché la realtà non è mai accettata per quello che è a livello creativo e conseguentemente va reinventata. Il mio colore non è un’aggiunta cromatica al bianco e nero ma diventa un modo diverso di vedere, essendomi liberato da quelle esigenze spettacolari che hanno caratterizzato la fotografia a colori, accettando il colore come un traguardo inevitabile nell’evoluzione della fotografia.” racconta lo stesso Fontana in un’intervista rilasciata al Nation Geographic nel 2010.

Franco Fontana retrospetti

Puglia, 1987

La mostra allestita a Palazzo Franchetti ripercorre l’intera carriera del celebre fotografo attraverso diverse sezioni tematiche in cui è possibile ammirare i paesaggi degli esordi (anni ‘60), passando per le diverse ricerche dedicate al mare e ai paesaggi urbani, tema molto caro a Fontana che ne risulta attratto proprio dalla superficie materica, da porzioni di muri, che divengono stratificazioni della storia, dettagli di vita scolpiti dalla luce, fino ad arrivare alla ritrattistica e al nudo. “Penso che non devi mai fermarti, mai fare sempre le stesse cose. Abbiamo un biglietto di sola andata, è inutile sprecarlo, ripetendo ciò che hai già fatto”.

Franco Fontana retrospettiva

Baia delle Zagare, 1970

Dal 1978 si mette in luce in ambito internazione con uno scatto che ne definisce i caratteri, “Baia delle Zagare“, impiegata per una campagna del Ministero della Cultura Francese. Il fotografo racconta che l’ispirazione per la sua realizzazione giunge mentre si trovava in vacanza in Puglia con alcuni amici, vedendo il contrasto tra l’ombra dello scoglio e il bianco della sabbia, sovrastato dall’azzurro intenso del mare: composizione pulita, ritmata da fasce di colore, caratterizzata da pochi toni cromatici, essenziale, sintetica. “Questa foto rappresenta il mio modo di intendere la fotografia”, afferma Fontana. “Io credo infatti che questa non debba documentare la realtà, ma interpretarla. La realtà ce l’abbiamo tutti intorno, ma è chi fa la foto che decide cosa vuole esprimere. La realtà è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo.” Già da questo primo scatto si può intuire quella che è l’idea di fondo nell’interpretazione che Fontana dà del paesaggio, una interazione di luce, colore, spazio e volume, una serie di linee che assecondano l’idea che la fotografia non debba riprodurre il disegno della realtà ma svelare come visibile, l’invisibile, quasi con un fare proprio della metafisica per rivelarne un’interpretazione interiore.

Franco Fontana retrospettiva

Zurigo, 1981

Successivamente, dopo ripetuti viaggi negli Stati Uniti, dove applica il proprio personale stile di scatto alla realtà urbana america, compare l’elemento umano, non come protagonista dello scatto ma, dal titolo di una delle sue famose serie, come “presenza/assenza”, ombra che allude all’aspetto effimero dell’essere umano e all’incomunicabilità.

A partire dal 1984 si dedica alla serie Piscine, in cui sinuosi corpi di donna si stagliano contro l’azzurro dell’acqua in uno spazio chiuso di cui però non mostra mai i confini, ed infine alla serie dei Paesaggi Immaginari, in cui l’uso delle forme, delle linee e del colore raffigurati in ambienti reali sfiorano l’astrattismo creando uno scatto comunicativo e a dir poco vibrante, che conferisce a Fontana lo status di maestro della fotografia creativa.

“Ai giovani dico che prima di tutto devono guardare dentro se stessi e capire chi sono. I manicomi sono pieni di gente che si crede Napoleone, ma con la fotografia è inutile che cerchi, se non lo sei, di copiare Cartier-Bresson. Devi essere te stesso, se lo capisci e hai delle cose da dire, il resto viene da sé”. E per questo smitizza anche il feticcio della macchina: “Baia delle Zagare la feci con una Pentax, poi sono passato alle Canon e ho sempre usato quelle. Ma non sopporto chi ti chiede mille particolari tecnici, pensando siano fondamentali: la macchina fotografica è come la penna stilografica per uno scrittore, solo uno strumento. Quello che conta è quello che sai scrivere“.

Intervista esclusiva Pixel Square al Maestro Franco Fontana

Ecco qui una bellissima chicca: il Maestro Fontana ci ha permesso di rivolgergli alcune domande in una breve intervista esclusiva per noi di Pixel Square:

Maestro, c’è o c’è stata una “musa ispiratrice” nel suo lavoro, qualcuno che comunque la affianca nella vita? come sa si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna..

La grande donna della mia vita è quella che ho conosciuto quando io avevo 40 anni e lei 23 e che è tutt’ora con me. Mi ha preso per quello che sono, con difetti, pregi e virtù, perchè non devi mai pretendere che uno sia fatto come pare a te: è bene tollerare e amare per quello che vale, nel bene e nel male. Io sono 40 anni che ho la mia musa, mia moglie, con cui ancora siamo insieme. Al di là di quello la musa poi è la vita, è il mondo, sono le cose che ti succedono, è il trasformare e il far vivere quello che ti capita, non lasciarlo lì; io cerco sempre di isolare nel mio lavoro, nello spazio e nel tempo, ciò che normalmente poi c’è nella luce perpetua. Cerco il significato perchè altrimenti ci si perde in una prospettiva infinita e in un vuoto di altri valori. Questa è la forma e la chiave dell’esistenza: quello che vedi di me è quello che io sono; anche in fotografia, io non fotografo cose volgari o la morte, cerco di fotografare la vita, la vita e ancora la vita perchè è il più bel luogo che ci ha dato nostro Signore, sperando sempre che ci sia..

In relazione alla sua vita, c’è qualcosa che vorrebbe cambiare avendone la possibilità o è completamente soddisfatto delle sue scelte?

Rimpianti praticamente non ne ho. E’ chiaro, posso dire magari cosa avrei o non avrei fatto ma alla fine siamo sempre lì: d’altronde, quello che la vita ti porta devi sempre cercare di prenderlo nel modo più felice, al meglio, perchè è sempre attraverso le esperienze che si arriva a capire e valorizzare nel modo giusto le cose. E’ questa maturità che ti muove il pensiero e ti permette di essere responsabile e di conseguenza libero, ed io mi sento un uomo libero. A volte può capitare anche di farsi male ma poi, col tempo, si guarisce. La felicità e la gioia diventano un dovere perchè così il dovere è anche di far vivere di gioia e felicità anche le persone con cui stai insieme e ogni secondo, lo scorrere del tempo, porta sempre qualcosa di meraviglioso. Io non son nato di 80 anni ma la gioventù, non è nella pelle, è nella testa, e questo per me vivere vuol dire continuare a rischiare e rischiare, non stare fermo nelle proprie sicurezze che equivalgono alla morte. Bisogna sempre rischiare e cercare di vivere di futuro e di presente, non di passato, perchè la verità è nel presente. E io ho capito qualcosa: nella vita invecchiando, maturando, o diventi un povero rimbambito o diventi “saggio” e la saggezza che è ciò che hai capito.

E per finire: potendo “rubare” qualche scatto ad altri fotografi c’è qualche immagine che vorrebbe aver realizzato lei?

Io ammiro tantissimi fotografi ma uno di quelli che ammiro più di tutti è Kertész perchè è cambiato ed è andato incontro a tante storie differenti. L’ho anche conosciuto personalmente, per fortuna; un uomo che amava le donne più dell’aria che respirava, un personaggio straordinario; è arrivato a 91 anni, l’ho conosciuto a Arles nel ’77-’78, simpaticissimo, ha fatto la sua vita e l’ha fatta bene; ha fatto degli scatti che mi sarebbe piacuto aver realizzato io. Ma non è che se io lo rifaccio, lo copio, perchè, quando tu capisci una cosa, anche se l’ha scritta Shakespeare o l’ha scritta Beethoven, appartiene anche a te, perchè una volta che la cosa è capita anche tua, anche se l’ha detta un altro o l’ha fatta un altro. Certo è che su quello che ha fatto un altro, bisogna sempre cercare, dopo averlo capito, di crescere come esperienza per far rinnovare la cosa perchè la cultura è necessaria, senza cultura non si va da nessuna parte.

Ringraziando pubblicamente il Maestro Fontana per l’ enorme opportunità che ci ha concesso, ci tengo a sottolineare la mia personale esperienza nell’aver parlato con lui: persona veramente piacevole, di quelle che tramettono una gran sensazione positiva, la voglia di fare e di vivere, e che, nel contempo, nonostante l’indubbia notorietà, sanno metterti a tuo agio con poche battute mantenendo un modo di porsi così alla mano ai limiti dell’incredibile..

Abbiamo parlato del Maestro Fontana anche in queste occasioni:

http://pixelsquare.it/fotoincontri-2013-san-felice-sul-panaro/

Franco Fontana “Full Color”
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti – Palazzo Cavalli Franchetti
Campo Santo Stefano 2842, 30124 Venezia
Dal 15 febbraio 2014 al 18 maggio 2014
Orari: dal lunedì alla domenica 10:00 – 19:00. Martedì chiuso

 

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Foto del profilo di Donatella Gallori

About Donatella Gallori

Appassionata di fotografia praticamente da quand'ero nella pancia della mamma, scatto in modo un pò più strutturato dal 2011. Sposata da poco con Claudio, che è l'amore della mia vita (subito dopo viene la fotografia :P )

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